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Review Party: Succede quasi sempre per caso di Emily Stone

L'autrice debutta con il suo primo romanzo a tema natalizio, pubblicato in Italia da Newton Compton: ecco la recensione

Succede quasi sempre per caso
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Sono un’estimatrice di romance natalizi, adoro soprattutto autrici come Sarah Morgan che riescono a caratterizzare un intero romanzo seguendo un tema ben preciso. Succede quasi sempre per caso è l’esordio letterario di Emily Stone ma, a mio dire, non è né un romanzo natalizio né tantomeno un romanzo rosa.

La trama e i personaggi di Succede quasi sempre per caso

Partiamo per gradi. La protagonista, Josie, non è una fan del Natale. Anzi, per lei è il periodo più triste dell’anno perché le ricorda quando, da bambina, ha perso entrambi i genitori a causa di un incidente stradale. E Josie, che vive a Londra, preferisce evitare i festeggiamenti in famiglia. Di fatto, non torna mai nel paese dov’è cresciuta, perché i ricordi fanno troppo male. Il romanzo non è ambientato soltanto nel periodo natalizio: l’autrice, pur di far scorrere il flusso narrativo, ha diviso la storia in più spezzoni con salti temporali e cambiando anche focus, dando modo ad entrambi i protagonisti di spiegare il loro punto di vista.

Accade che Josie quasi investe Max in bicicletta e, da quel pseudo-incidente, i due s’innamorano. O meglio, hanno una breve storia che dura qualche giorno, proprio a Natale, dopodiché Max scompare nel nulla. Non le lascia né un numero di telefono né tantomeno il suo cognome (con cui rintracciarlo via social). Josie, reduce da una storia d’amore naufragata dopo qualche anno, è vulnerabile e sensibile e di certo non credeva che il suo cuore fosse disponibile per una nuova valanga di sentimenti.

Cosa non mi ha convinto del romanzo

Evitando di fare ulteriori spoiler, passo a spiegare cosa mi è piaciuto e cosa no di questo romanzo. In primis, credo che la storia sia ricca di dettagli, il che per certi versi la reputo anche una caratteristica negativa (soprattutto quando ci si dilunga troppo o si inseriscono frasi ricche di aggettivi soltanto per allungare il brodo). Ma, nonostante ciò, la lettura è scorrevole e permette al lettore di entrare nella storia. L’autrice ha tenuto un grosso segreto in sospeso fino alla fine, ma l’espediente dell’interruzione causa forza maggiore, ripetuto più volte, l’ho trovato a tratti esasperante. Quello che mi ha mandato avanti, fino alla fine, è stata la curiosità di comprendere perché questi due personaggi fossero così cocciuti da voler vivere separati.

Ma, in realtà, la storia d’amore in sé, vissuta per la maggior parte del tempo a distanza, non è riuscita a conquistarmi del tutto. Considerando che parliamo di romance natalizio, avrei forse cercato in smorzare i toni. Invece, sin dal primo capitolo, è ben chiaro che non si tratta di una lettura felice né facile da metabolizzare. Per questo motivo mi sento di non consigliarlo a chi cerca un romanzo rosa, ancor di più ambientato a Natale (anche perché il fattore natalizio subentra ad inizio e fine racconto). Se invece il dramma non vi dispiace e anche voi, come Josie, vivete questo periodo dell’anno con malinconia, potreste invece trovare un ottimo alleato per le lunghe sere d’inverno. Più sincera di così non si può!

Cristina

Divoro libri e non ho problemi con il binge watching. Cioccolato-dipendente, sono anche giornalista pubblicista.