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La custode dei peccati, l’esordio di Megan Campisi

L'autrice ha proposto un romanzo d'esordio crudo, audace e a tratti coraggioso, arrivato in Italia con Editrice Nord

La custode dei peccati
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Tutti hanno paura della mangiapeccati. Nessuno può rivolgerle la parola se non in punto di morte, nel momento in cui bisogna confessare i propri peccati di vita. Soltanto così potranno liberarsene e andare al Creatore. Per la mangiapeccati, tuttavia, il lavoro non è così semplice. Ed è da qui che parte la storia di May, la protagonista de La custode dei peccati. Megan Campisi debutta così nella narrativa proponendo un romanzo crudo, ambientato in un’epoca storica in cui era facile credere a streghe e superstizioni.

La trama de La custode dei peccati

La protagonista, May, è appena una ragazzina quando viene beccata a rubare una pagnotta e, per questo, condannata ad essere una mangiapeccati per tutta la vita. Una punizione esemplare e rara, soprattutto per una ragazza così giovane e per un crimine all’apparenza così effimero. Altre fanciulle, nella sua stessa posizione, avrebbero potuto ricevere una serie di frustate o essere condannate a morte. Ma il pegno da pagare per May è molto più alto di così e scoprirà che c’è un motivo dietro questa punizione. Orfana di padre e madre, May non ha nessuno al mondo e la sua nuova famiglia diventa quella di una mangiapeccati, che ribattezza Ruth, sua mentore. La mangiapeccati non può parlare, con nessuno. Ogni sua parola diventa un maleficio, così come non può essere toccata. Neanche tra simili.

La custode dei peccati

May viene privata della sua vita e al tempo stesso deve imparare le abitudini di una nuova, più dura, complicata, che la porta a vivere in un limbo. Dentro di lei combattono due persone: la May ancora bambina, ancora umana, ancora donna, e la mangiapeccati, che deve assorbire le confessioni dei moribondi. Ad ogni peccato corrisponde una pietanza particolare. Provenendo da una famiglia povera, May si ritrova al banchetto di pasti succulenti e abbondanti, in base ai peccati commessi dai confessori. E anche qui la protagonista è combattuta, tra la fame che le ha attanagliato lo stomaco da sempre e ciò che significa ingurgitare quella pietanza.

Cosa mi è piaciuto del romanzo

Il romanzo, oltre a restituire un ritratto piuttosto complesso di un personaggio infantile, pone l’accento anche su un mistero da risolvere che accompagna la narrazione fino alla fine ed è il motivo principale che spinge il lettore a proseguire. Ho trovato questo esordio narrativo coinvolgente, ben scritto, scorrevole e ben proporzionato. Ma ammetto che il tocco immaturo della protagonista mi ha spinto a dilazionare la lettura, a prendermi pause per metabolizzare alcune scelte strutturali che hanno forgiato il personaggio di May.

Quella sua infantilità è forse l’unica pecca che darei a questo romanzo. Credo che La custode dei peccati sia uno specchio interessante sulla condizione femminile di cui ancora oggi siamo vittime. Pur relegata al ruolo di mangiapeccati, il modo in cui May viene trattata è piuttosto simile alla sorte che tocca a tante donne ancora oggi, pur non avendo un collare al collo e una S incisa sulla lingua.

Inoltre l’autrice ha scelto di ambientare il romanzo in un’epoca storica poco definitiva, con un tocco quasi medievale, aiutandosi con uno scenario di corte che ha permesso al lettore di empatizzare maggiormente con la storia. Un romanzo molto visivo, a mio dire. Ogni scena, nel modo in cui è stata descritta, mi è subito apparsa in mente e, lasciatemelo dire, non è una qualità che ho riscontrato di recente in tanti altri romanzi. Per quanto mi riguarda, credo che sia una storia originale degna di essere letta.

La custode dei peccati

Cristina

Divoro libri e non ho problemi con il binge watching. Cioccolato-dipendente, sono anche giornalista pubblicista.